Quando mi sono ammalata di cancro al seno... ...ho dovuto fare i conti con tutti coloro che avevano un aggettivo per qualificarmi o un termine per descrivermi. I due più gettonati erano "GUERRIERA" E "RESILIENTE" La prima , guerriera, mi ha sempre provocato una certa orticaria. Ho sempre avuto l'impressione che fosse una parola che servisse più a chi la diceva che non a chi se la sentiva dire, una di quelle cose per dire a se stessi, ok l'ho sostenuta, le ho detto che è una guerriera e adesso posso tornare alla mia vita. Ecco...vi dirò una cosa che vi lascerà di stucco....nessun malato di cancro, o malato in generale si sente un guerriero...al massimo ci sentiamo dei grandi EQUILIBRISTI, perchè dobbiamo barcamenarci tra la vita e la malattia e dobbiamo provare a non cadere, non vogliamo cadere. La seconda è resiliente. Idem, stessa orticaria. Resiliente significa letteralmente : Capacità di un materiale di assorbire un urto senza rompersi. Poi in psicologia, è diventata la capacità di un individuo di affrontare e superare un evento traumatico o un periodo di difficoltà, tornando quello era prima. Quello che era prima? Ma in che senso? Veramente pensate che chi ha avuto un esperienza traumatica, di qualsiasi tipo, possa essere resiliente e tornare quello di prima? Io anche volendo non avrei potuto, mi hanno tolto un seno, messo una protesi che negli anni si è asciugata e che mi fa sembrare tanto strana, un seno sinistro che è una taglia 5° e un destro poverino che non raggiunge la 3°, in menopausa a 38 anni...e questo è niente se penso a chi ha subito di peggio. Quindi resiliente proprio no! Al massimo, se proprio dobbiamo dare un nome a tutto, io mi sento ANTIFRAGILE. L' antifragilità è un concetto coniato dallo scrittore e accademico Nassim Nicholas Taleb nel suo libro "Antifragile: Things That Gain from Disorder" (Antifragile: Le cose che traggono beneficio dal disordine). Si riferisce a un concetto che va oltre la semplice resilienza. Mentre la resilienza indica la capacità di un sistema di sopportare le sfide e tornare al suo stato originale, l'antifragilità è la capacità di un sistema o di un individuo di trarre beneficio dalle sfide, dall'incertezza e dal caos. Un sistema antifragile non solo sopravvive a eventi stressanti o disordinati, ma in realtà migliora la sua capacità di adattamento e crescita a seguito di tali eventi. Taleb usa l'analogia del mito di Idra di Lerna, un serpente che cresce due teste ogni volta che una testa viene tagliata, per illustrare l'antifragilità. L' antifragilità è un concetto applicabile in vari contesti, tra cui l'economia, la tecnologia, la salute e la vita quotidiana. In sostanza, suggerisce che piuttosto che cercare di evitare o minimizzare il caos e l'incertezza, dovremmo cercare di sfruttarli a nostro vantaggio, imparando e migliorando costantemente attraverso le sfide e le esperienze difficili.
