3° Puntata del PODCAST "Parole di Notte" Benvenuto su Parole di Notte. Siamo in una piccola città del Veneto. In una casa silenziosa con due finestre che affacciano sulle montagne e tanti libri sparsi un po’ ovunque. Silvia ha 32 anni e vive da sola. È una parola breve, secca, che fa rumore più dentro che fuori. Silvia Ma quell’autonomia ha un prezzo. Un prezzo che gli altri non vedono. O fanno finta di non vedere. Silvia ha una disabilità motoria. Non la costringe a letto, ma la rallenta. Mi racconta che l’unico che non la lascia mai indietro è Virgola. Non si stanca se Silvia ci mette troppo a infilare le scarpe. Mi parla delle sue giornate : C’è chi si sposta quando la vede salire sul treno. La solitudine, per Silvia, non è solo una stanza vuota. Mi confida che sogna. Silvia non è una principessa che vuole essere salvata. Ma le persone cercano la leggerezza. La sera, quando rientra a casa, spegne le luci e resta lì, seduta sul divano con Virgola che le poggia la testa sulle gambe. E poi guarda Virgola. L’amore esiste. E così, ogni mattina, Silvia si alza, si pettina, si trucca con cura. Perché anche se il mondo non la vede, lei continua a vedere se stessa. — E tu? Hai mai guardato davvero qualcuno, senza fretta, senza giudizio?
Questa sera ti porto a casa Silvia.
Sola.
Non pesa solo di notte, quando le luci si spengono e i pensieri si accendono. Pesa anche di giorno, tra le corsie del supermercato e i sedili freddi del treno.
Lavora, cucina, prende i mezzi pubblici. È autonoma.
E nel mondo di chi corre , chi è lento resta indietro.
Sempre.
Un bassotto con le orecchie morbide e gli occhi piccoli ma profondi.
Virgola non è solo il suo cane. Virgola è famiglia, rifugio, è ancora.
Non la guarda con pena quando resta a letto per un dolore più emotivo che fisico.
Si accoccola accanto a lei. Respira piano. E aspetta.
Virgola non chiede, non pretende.
Virgola semplicemente, ama.
Ci sono giorni pieni di luce, in cui si veste con cura, esce, si guarda allo specchio e si piace.
Altri giorni, invece, si sente un’ombra. Una presenza trasparente.
Cammina tra le persone e nessuno la vede. Nessuno la sfiora. Nessuno le sorride.
C’è chi abbassa gli occhi per non incontrare i suoi.
C’è chi la tratta come un ostacolo da superare velocemente sul marciapiede.
C’è chi la ignora, che a volte è anche peggio.
È una mano che nessuno stringe.
Una carezza che non arriva.
Un “come stai?” che nessuno pronuncia.
Sogna l’amore.
Un amore paziente, che sappia aspettare.
Un amore coraggioso, che non abbia paura della fatica.
Un amore vero, che non si fermi davanti a una camminata incerta o a una cicatrice sulla pelle.
Lei vuole essere scelta.
E Silvia non è leggera.
Silvia è profondità, è lentezza, è sostanza.
E questo fa paura.
Perché per amarla… bisogna restare.
Bisogna fermarsi.
Bisogna guardarla davvero.
Mi dice. “Quando sono li seduta sul divano , sola , mi chiedo come mi vedano gli altri, cosa provano:
Pietà?
Fastidio?
Niente?”
E in quegli occhi piccoli ma sinceri, vede la risposta a tutte le sue domande.
Non ha la forma che sogna.
Ma è qui.
Presente.
Fedele.
Esce con Virgola.
Cammina.
Sorride.
E finché lei ci crede… allora può succedere tutto.
Anche che qualcuno, un giorno, veda lei.
Solo lei.
Non la disabilità. Non la fatica. Non la lentezza.
Lei.
Hai mai provato cosa significa essere invisibili, anche in mezzo alla folla?
E se domani incontrassi Silvia, la vedresti davvero?
